Ago 28

Microblogging….

Mi è capitato di recente di avvicinarmi al microblogging. In sostanza il microblogging e una chat che viene resa pubblica. Una chat con le regole degli sms. Infatti si dice micro perchè i messaggi/pensieri resi pubblici prevedono un numero limitato di caratteri (twitter ad esempio ne prevede un massimo di 140).

Dico questo perchè presentando twitter ad un amico mi ha fatto gentilmente notare che gli sembrava “un pò una cagata”. Allora in effetti ho dovuto ammettere che qualcosa di vero c’era.

Ma allora cos’era che mi attirava del micro blogging (nel mio caso twitter)? Beh.. a parte la comodità di poterlo aggiornare tramite il telefonino (con fring è un pò come chattare con un contatto skype) e poter esportare con facilità il feed sul mio blog ci doveva essere dell’altro.

In effetti sotto il mare di messaggi indifferenziati si nascondono percorsi esistenziali e quotinianità individuali con esperienze e significati specifici (Per dirla alla maniera del “connettivismo”: pattern).

Vagando sui microblog si diventa come Damiel e Cassiel, angeli del “Il cielo sopra Berlino”, che vagano per la città potendo ascoltare i pensieri delle persone osservandole nelle loro più profonde intimità esistenziali.

A parte l’immagine un pò poetica (in effetti si legge e si scrive solo quello che si vuole rendere pubblico) vi è una certa differenza nel leggere un blog piuttosto che un microblog .

Volendo realizzare un’analisi dei thread di scambio dei messaggi da un punto di vista sociologico il microblogging aiuta ad offrire un quadro di dettaglio di abitudini, pensieri, attività quotidiane delle persone che il blog in genere non offre.

Il blog tende ad avere uno stile di scrittura più retorico, messaggi più lunghi che richiedono tempi di lettura più lunghi. Nella maggioranza dei blog chi scrive pianifica l’articolo, che quindi perde in immediatezza e intimità.

Nel microblog, al contrario, vi è un’immediatezza espressiva quasi totale. L’impegno intellettuale non è solitamente maggiore a quello che ci mettete ad inviare un sms. Ma proprio la sua semplicità ci offre un serbatoio illimitato di fotografie della quotidianità. Scartabellando tra i messaggi degli utenti è possibile capire quale tipo di detersivo usa la casalinga del Maine oppure fare una ricerca sul tipo medio cyber elettore di Obama alle elezioni americane.

Potere del web 2.0!

1 Comment so far

  1. ARTURO Luglio 21st, 2010 17:52


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