Archive for Aprile, 2008
Enterprise 2.0
Interessante articolo sul web 2.0 e l’innovazione aziendale mauriziosalamone.blogspot.com>
No commentsRicerca, troppi soldi a pioggia ed il Prof. Ichino
Non basta il fatto che lavoro all’ISFOL dal 1999 ininterrottamente e sono ancora praticamente precario (il 38 giugno 2008 scade il contratto senza che quello nuovo ancora ci sia stato proposto).
Non basta che nel 2001 ho fatto il concorso per essere assunto a tempo determinato (la garanzia di 6 anni di stipedio) sia come ricercatore che come CTER (Collaboratore Tecnico Ente di Ricerca ) e che, pur passandolo anche come ricercatore, ho dovuto accettare il posto da CTER per poter garantire uno stipendio alla mia famiglia . (Per chi non lo sapesse il CTER è gerarchicamente inferiore al Ricercatore. Non che sia grave ma, tra i due ruoli, ci sono significative diversità nelle possibilità di avanzamenti di carriera. Naturalmente a favore del ricercatore.
Non basta che, pur essendo stabilizzandi grazie all’anzianità di servizio, quando (se) ci verrà rinnovato il contratto, perderemo tutta l’anzianità (con conseguente riduzione di stipendio.
Non basta che a differenza di quello che pensa l’opinione comune, pur essendo un dipendente pubblico, quando esco dall’ufficio e torno a casa lavoro fino a tarda sera con il mio telefonino, con il mio notebook senza rimborsi e sottraendo tempo alla mia famiglia.
Non che mi lamenti, mi piace il lavoro che faccio, solo mi preme sottolineare la passione che molti dipendenti ISFOL sentono per il lavoro che fanno.
Ora (su suggerimento di un attento collega) mi capita di leggere l’artico di Andrea Ichino pubblicato su Il Sole 24 Ore il 12 aprile 2008 in cui si afferma in sintesi: “…..Basti per tutti l’esempio dell’ISFOL: essendo finiti i fondi europei che hanno consentito a questo istituto di espandersi negli anni recenti senza che la sua attività abbia prodotto risultati anche lontanamente comparabili a quelli del Servizio Studi della Banca d’Italia (perché, per esempio, non ha fatto partire un’indagine longitudinale come l’americana School and Beyond, che sarebbe essenziale in Italia per valutare il sistema scolastistico e studiare i problemi della transizione tra scuola, formazione e mondo del lavoro?), l’ultima finanziaria ha stanziato un incremento dei suoi fondi da 10 a 40 milioni di euro, la stabilizzazione di 302 precari e la trasformazione in contratto a tempo indeterminato di altre 249 posizioni di collaborazione, chissà come inizialmente selezionate”
Non credo che l’articolo da parte mia abbia bisogno di molti commenti. Chiedo solo al Dott. Ichino, prima di esprimere opinioni affrettate, di raccogliere informazioni più precise sull’argomento di cui sta trattando.
Credo abbia le idee un pò confuse su quali siano i compiti istituzionali ed i settori di ricerca in cui opera l’ISFOL, sui programmi europei che ancora gestiamo e sui progetti di ricerca tutt’ora finanzianti dalla Commissione Europea e che l’ISFOL si è aggiudicato con regolare gara grazie a progetti ideati e scritti dalle stesse persone che, a parere del Prof. Ichino, sono state selezionate in maniera dubbia. Potrebbe verificare se abbiamo parenti anche presso la Commissione Europea. Parenti che ci finanziano a scapito di centinaia di altri enti, università ed istituti stranieri. Oppure potrebbe dimostrare l’assoluta incapacità di giudizio di centinaia di valutatori esterni che ci finanziano i progetti e proporsi come sommo giudice della bontà della ricerca.
Concordo sulla necessità di una riorganizzazione della ricerca in Italia e sull’introdizione di meccanismi che premino il merito e la professionalità, ma magari partendo dall’eliminazione dei baronati universitari e dai tuttologi, a favore di docenti seri e preparati. L’università Italiana non brilla certo per trasparenza ed è quantomeno anomalo il fatto che tale critica provenga da un professore universitario che credo abbia già molto da preoccuparsi del problema della ricerca nelle università.
In ogni caso invito volentieri il Prof. Ichino a fare un giro all’ISFOL . Sarò lieto (e credo lo saranno anche tutti i miei colleghi) di illustrare l’attività che l’ISFOL svolge. Ogni sua successiva critica sarà sicuramente più fondata.
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