Archive for the 'Attualità' Category
Il traffico internet comincia ad emanciparsi dagli USA: bel problema per i “servizi”!
Non che sia una novità ma il leggerlo dichiarato così spudoratamente fa di certo impressione. Mi riferisco ad un articolo (in inglese) a cui sono arrivato casualmente scartabellando qui e la tra i post di Tim O’Reilly su twitter.
L’articolo si trova all’indirizzo http://tinyurl.com/5thc6p. In quest’articolo, in sostanza, si analizza, da un punto di vista statunitense, quali sono i problemi legati alla crescita di internet ed all’emancipazione degli altri paesi dalla dipendenza dai provider americani. In poche parole, L’articolo sottolinea come uno strumento creato negli Stati Uniti (i quali per decenni hanno mantenuto il controllo sulla fornitura della connettività internet con il risultato che praticamente tutti i dati scambiati in rete passavano da data center americani permettendo così ai servizi segreti il controllo quasi totale delle comunicazioni mondiali) diventi un problema a causa del fatto che anche altri paesi si stanno emancipando cosi che i dati scambiati non sono più costretti a passare per gli ISP americani.
Cìò naturalmente impedisce a CIA, NSA o qualsivoglia angenzia di controllare impunemente i dati personali di tutti indipendentemente dal fatto che siano cittadini americani o no e ciò naturalmente diventa un problema per la lotta al terrorismo (o, aggiungo io, per lo spionaggio industriale ed il controllo della privacy in generale).
Beh, perlomeno c’è da apprezzarne la sincerità!
1 commentCloud computing: Nuova tecnologia o marketing?
Un altra parola inglese su cui spesso vi imbatterete, o nella quale vi siete gia’ imbattuti, e’ ‘cloud computing’.
Cos’e'questo misterioso ed esotico termine di origine inglese che gli esperti piu’ trendy presto utilizzeranno in massa per dare sfoggio della loro padronanza di linguaggio ed elevata competenza?
Cloud in inglese significa ‘nuvola’ ed in fondo il termine ben si addice alla sostanza che vuole esprimere: vapore acqueo. Cioe’ stessa consistenza del fumo che ormai da piu’ parti si suole vendere. Con cio’ non voglio dire che non vi e’ nulla di interessante in questo approccio ma che il nuovo termine riflette semplicemente una rinnovata strategia commerciale piu’ che una reale innovazione tecnologica. Stesso fenomeno che riscontro nell’iphone il quale viene spacciato per innovativo (in quanto consente il collegamento ad internet veloce, il push mail, funge da lettore musicale ecc.ecc.) pur avendo funzionalita’ gia’ presenti in molti smartphones da parecchio tempo. Personalmente posso assicurare che tutte le funzionalita’ con cui e’ stato reclamizzato l’iphone sono presenti anche nel mio misero HTC e, credeteci pure, ne ho molte di piu’ (permettetemi la breve polemica con questo nuovo gioiello della tecnologia che sembra fatto piu’ di milioni spesi in pubblicita’ che in una reale innovativita’ del prodotto).
In effetti l’idea che sottende al cloud computing non e’ del tutto nuova. Si parlava di A.S.P. gia’ qualche anno fa’. Non per parlare del famoso linguaggio di scripting per il web di casa microsoft ma per definire gli Application Server Provider. Ovvero un modo specifico in cui alcune software houses distribuiscono applicativi permettendo l’accesso tramite web senza bisogno di installazione sul vostro personal computer. In sostanza pensate di usare il pacchetto microsoft office senza bisogno di installare nulla sul vostro computer. Basta una connessione ad internet ed un browser per poter utilizzare i softwares piu’ disparati. Un sito che illustra in maniera chiara quanto affermato e’ www.zoho.com.
Ma perche’ nuvole? Beh… non lo so per certo! Ma fatto sta che la parola ‘cloud’ sembra avere un elevato potere evocativo. Mentre l’asettico asp era termine conosciuto solo tra i piu’ tecnici la parola cloud sembra ispirare anche coloro che proprio tecnici non sono e che amano sfoggiare terminologia erudita pur di impressionare l’uditorio di riferimento.
In ogni caso gia’ nel 1960 un tal John McCarthy del MIT teorizzava un tale uso del computer. e gia’ da tempo molte aziende offrono servizi simili.
Come spesso accade anche questa e’ quindi solo questione di trovare un nome d’effetto. Un appellativo che possa creare un’aurea di esoticità e la percezione di rivoluzione tecnologica. Che possa servire come propulsore commerciale per prodotti molto spesso utili ma che, per qualche motivo, hanno difficolta’ a penetrare in un mercato di massa.
Sembra giunto il momento, per il ‘cloud computing’ (o A.S.P. nella sua definizione originaria) di sfondare. E’ cio’ grazie al supporto di un insieme di fattori che vanno da una maggiore diffusione della banda larga al nuovo trend elevatosi a panacea per guarire i mali del mondo denominato web 2.0. Ma molta, molta, molta attenzione alla vostra privacy. Questa tecnologia e’ molto affascinante sempre che il fatto che qualche sconosciuto gestisca tutti i vostri dati non vi turbi troppo.
Mediaset fa causa a Google: niente di epico!
C’era da aspettarselo. Non perchè l’abbia fatto Mediaset! prima o poi qualcuno ci doveva arrivare! Nel caso specifico Mediaset contesta a Google di pubblicare oltre 4.000 filmati di proprietà Mediaset senza pagare i relativi diritti d’autore. Se Mediaset vince questa causa probabilmente ci sarà una corsa alla richiesta di risarcimento da parte di qualunque entità che pretende di possedere dei diritti sui contenuti.
Non penso che google sia esente da peccati. Diciamo che un vago contributo alle motivazioni di google nel perseguire tale politica di condivisione dei contenuti sono i milioni di dollari che ci guadagna. In ogni caso per molti di noi è un servizio insostituibile perchè è un archivio di filmati inesauribile.
Del resto anche Mediaset è giustificata nella sua azione: la sua esistenza dipende dai soldi che guadagna con pubblicità e diritti d’autore. Guadagni che servono affinchè possa, per molti di noi, continuare ad essere fonte insostituibile di piacevoli serate in pantofole sdraiati sul divano (oltre che riempire le tasche del, come diceva un esimio trombato nelle ultime elezioni, “principale esponente dello schieramento a noi avverso”)
Non ci crucciamo tanto! Non è la lotta del bene contro il male e, anche se preferisco poter continuare a condividere e riutilizzare contenuti con la massima libertà, sperare che vinca l’uno piuttosto che l’altro significa solo sperare che vinca l’Euro piuttosto che il Dollaro.
Non c’è da preoccuparsi: alla fine la ragion di stato prevarrà ed i due imperi troveranno sicuramente un accordo soddisfacente e che garantisca ad entrambe il continuare ad essere inesauribili macchine per far soldi.
2 commentsIl dito medio di Bossi
Non mi stupisce che i leghisti ritengano un’offesa la pubblicita’ di Ryan Air che riprende il dito medio di Bossi mentre si erge in tutta la sua prestanza esprimendo il lega-pensiero sull’inno ed il popolo italiano. Fa parte della loro politica considerare gli italiani come extracomunitari in padania. I tanti ‘italiani’ che hanno votato lega lo sapevano e’ in democrazia’ hanno il diritto di veder rappresentato in parlamento il loro nobile pensiero politico. Mandare gli italiani (come loro) a prenderlo nel culo senza che questa sia considerata un’offesa e considerare invece onta da lavare con il sangue nominare il nome di Bossi invano fa parte della, storicamente inesistente, padanita’.
Cio’ che invece ritengo sconcertante sono le dichiarazioni del Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Esponente di AN che ho sempre rispettato ritenendolo intellettualmente onesto e coerente con la sua idea politica. Teoricamente, considerata la linea di AN, avrebbe dovuto indignarsi di fronte al gesto di Bossi e esigere le sue scuse per l’offesa arrecata all’inno italiano ed all’Italia tutta. Ma non e’ andata cosi’! Ha invece considerato il gesto di Bossi come una amichevole goliardata diretta al simbolo piu’ significativo della nostra Nazione mentre ha ritenuto un’offesa la strumentalizzazione che Ryan Air ha fatto dell’elegante dito medio di Bossi. Ora, il buon senso di un italiano indicherebbe che sarebbe meglio chiedere le scuse di Bossi e solo dopo richiedere a Ryan Air di evitare strumentalizzazioni. Ma evidentemente erro. Del resto gli italiani sono abituati a prenderlo nel culo dai propri governanti (indipendentemente dal colore politico) e forse anche i politici piu’ onesti iniziano a pensare che per gli italiani la stimolazione anale sia piacevole. Onde per cui: perche’ dover pretendere scuse?
youtube & lucignolo
Molte trasmissioni giornalistiche demonizzano internet e siti come youtube attribuendogli tutta la responsabilita’ sugli atti di esibizionismo (che sfociano in violenze ed atti vandalici vari) di teenager ( e non solo) esaltati. Il giornalismo si fa tutore della moralita’ pubblica!
Martedi’ 10 giugno il tgcom di Canale 5 delle 22.30 invita i giovani a contattare la trasmissione Lucignolo (trasmissione pseudo giornalistica orientata alle nuove tendenze giovanili ed indirizzata, appunto, ad un pubblico giovane) per condividere pubblicamente le trasgressioni sessuali che gli stessi hanno compiuto. Il moralizzatore va moralizzato!