Archive for the 'elearning' Category

Widgenie

Luglio 18th, 2008 | Category: WEB 2.0, Work, elearning, strumenti

Questo sito permette di caricare dati (Csv ed Excel) ed offre numerose opzioni per creare grafici personalizzati sulla base dei dati caricati. Inoltre i grafici sono trasformabili in widgets facilmente pubblicabili su altri siti web, reti sociali, blog, siti web, iGoogle, ecc.
Il sito consente agli utenti di avere una pagina di statistiche per i widget prodotti, per visualizzare il numero di widget che sono stati visti. Widgenie.com

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Learnhub: Apprendimento Sociale

Luglio 18th, 2008 | Category: WEB 2.0, apprendimento collaborativo, elearning

LearnHub nasce come evoluzione della vecchia piattaforma Nuvvo. Il lancio della nuova impostazione strutturale della piattaforma è avvenuto solo pochi mesi fa, ma ha già riscosso un notevole successo. Con Learnhub si passa dall’approccio costruttivista tipico delle maggior parte delle piattaforme on line ad un approccio sociale dell’apprendimento.  

L’obiettivo degli autori del software è quello di promuovere le comunità di apprendimento tramite una piattaforma  dedicata ad insegnanti e studenti con una forte propensione al knowledge sharing ed all’uso delle tecniche dell’eLearning 2.0. La sua strutturazione la rende un ottimo strumento per l’apprendimento informale. Learnhub incoraggia la collaborazione individuale creativa nella realizzazione di percorsi di apprendimento collaborativi.

 

E’ una piattaforma diretta a studenti ed insegnanti con una buona preparazione all’uso degli strumenti web 2.0, che intendono apprendere o creare comunità di apprendimento con il doppio fine di condividere con altri e contestualmente apprendere. L’azienda dichiara di voler migliorare l’educazione su scala globale abbattendo le barriere dell’elearning tradizionale.

Sebbene sia appena terminata la fase beta, molte università canadesi e statunitensi hanno già deciso di aprire degli account su questa piattaforma. 

 

Learnhub supporta un’ampia gamma di strumenti per le attività di apprendimento sociale inclusi blog, commenti, quiz, attività di tutoring e testing. Tramite la piattaforma, insegnanti ed utenti possono scegliere a quali comunità iscriversi. Una volta iscrittisi possono creare nuove lezioni o corsi (con test, forum, discussioni ecc.) o possono seguire quelle gestite da altri membri della comunità. Per valutare la validità delle comunità a cui ci si iscrive, è presente un ottimo sistema di votazione dei tutor (authority ranking)  che premia gli utenti che partecipano più regolarmente alle attività della comunità..

Una volta creato un corso, c’è anche la possibilità di richiedere un pagamento (sul modello già adottato da  edufire) per avere la possibilità di seguirlo, creando così un vero mercato di tutor e contenuti.

Nella piattaforma sono presenti tool di base per la creazione di materiali di apprendimento, ma il fattore distintivo di tale piattaforma è l’orientamento all’apprendimento sociale con strumenti per la formazione della reputazione virtuale, quali tracking delle attività degli utenti, rating a commenti.

Inoltre la piattaforma permette la registrazione delle sessioni sincrone con il risultato di incrementare l’efficienza del materiale formativo. Coloro che usano i “webminar” come learning object per i loro corsi, possono apprezzare appieno tale funzionalità.

Il tutoring può anche essere somministrato tramite live session tra istruttore e studenti attraverso la whiteboard e tool audio video..

 

LearnHub può rappresentare un approccio nuovo all’elearning che combina social network e content management per consentire agli utenti di creare, usare e gestire corsi in maniera facile ed intuitiva incoraggiando l’uso di prodotti multimediali, grafica in genere ed interazioni.

La flessibilità di learnhub favorisce la somministrazione di corsi, la pubblicazione di contenuti e la somministrazione di assistenza sincrona. Tra le risorse ci sono whiteboard, chat (con la possibilità di recupero del thread di discussione), test vari, pdf scaricabili, file audio e video. I corsi possono essere gratuiti o a pagamento. Possono avere date fisse o essere completamente aperti.

Ad un primo sguardo l’interfaccia non sembra molto diversa dal tipico social network. Ciò che differenzia Learnhub da altri social software è il focus sull’apprendimento sociale, sulla possibilità di votare chi impartisce lezioni. La possibilità di usare il mushup tipico del web 2.0, rende la piattaforma ricca e la differenzia dalle altre piattaforme LMS.

Flessibilità, social networking e facilità d’uso fanno di Learnhub un ottimo strumento per sperimentare l’apprendimento sociale non solo per singoli, ma anche scuole ed università, permettendo in maniera gratuita la realizzazione di corsi in puro stile web 2.0.

 

É importante ricordare che al livello attuale, Learnhub non offre ancora un learning management system completamente sviluppato. È ottimo per l’apprendimento informale, ma non ancora sufficientemente maturo per quello formale. La sua elevata modularità e la lungimiranza degli sviluppatori, lascia però ben sperare su ulteriori funzionalità aggiuntive.

E’ già possibile trovare alcune comunità in italiano ma la piattaforma è attualmente fruibile solo in inglese.

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Connettivismo e elearning 2.0

Luglio 08th, 2008 | Category: Tanto per pensare, apprendimento collaborativo, elearning

Per quanto ci si sforzi c’è sempre qualche nuova applicazione (widgets, APIs ecc.) che ti sfugge e anche volendo fare lo sforzo immane di catalogarle tutte (impresa in cui non ho alcuna intenzione di cimentarmi) per una singola persona risulta impossibile il test loro funzionalità in quanto ogni giornata dovrebbe essere di 48 ore (ammesso che bastino!). In altre parole la sovrabbondanza di informazioni e la velocità con cui esse si aggiornano e si moltiplicano rende difficile il compito di dare un senso compiuto al percorso di apprendimento quotidiano che devo affrontare per mantenermi costantemente aggiornato. Lo sforzo diventa quindi quello di trovare una coerenza di senso nelle informazioni che seleziono come degne di nota (ai miei fini) tra la miriadi che semplicemente mi scorrono sotto gli occhi.

Anche tra quelle che potrebbero risultarmi utili ce ne sono alcune che, in quel contesto, sembrano più utili delle altre. Ma quelle che al momento sembrano meno utili potrebbero esserlo maggiormente in un prossimo futuro. La mole delle informazioni potenzialmente utili e trattabili aumenta a dismisura: Ma del resto che bisogno ho di memorizzarle tutte? Esse sono li e le posso ripescare quando voglio! so dove andarle a ritrovare nel caso ne avessi bisogno. Mi basta sapere dove sono per recuperarle all’occorrenza e riciclarle a mio piacimento per creare nuovi sistemi di significato partendo da oggetti (contenuti) preesistenti. Naturalmente per attribuire nuovo senso a significati preesistenti devo aggiungere qualcosa di mio: esattamente il senso che voglio attribuire e che è funzionale ai miei scopi.

Il senso nel mio caso è dato dalla risposta alla domanda: quanto è utile quello strumento per apprendere on line? Se non mi pongo questa domanda le informazioni che scorro rimangono in uno stato indistinto, entropico di assenza di senso. Ma ciò è dovuto alla mia incapacità (o assenza di una necessità di attribuzione di senso) di “vedere” anche solo uno dei molteplici sensi insiti nelle relazioni tra le informazioni (oggetti) in rete.

In sostanza la molteplicità e velocità delle informazioni che viaggiano e a cui abbiamo accesso in rete crea un sovraccarico che impedisce una riorganizzazione delle stesse in strutture di senso “apprendibili” in maniera economica (evitare di leggere decine di informazioni per poi rendersi conto che ne bastavano 2 o 3) ed organizzabili coerentemente.

Comportamentismo, cognitivismo e costruttivismo sono le teorie che più hanno influenzano il modo di progettare e realizzare percorsi di apprendimento. Tutt’oggi la maggior parte dell’elearning è realizzato seguendo i principi di queste teorie di apprendimento sviluppate prima dell’affermazione del web.

Ma sono ancora sufficienti a descrivere la nuova realtà in cui le persone si trovano a dover apprendere? Fino a prima dell’avvento del web (e soprattutto prima del nuovo approccio metodologico definito web 2.0) i tempi di apprendimento erano più dilatati. Le informazioni erano ridotte e reperirle richiedeva tempi molto più lunghi se comparati con quelli odierni. Con il web aumenta esponenzialmente la velocità di apprendimento, la facilità nel reperire le fonti informative e la mole delle informazioni da tenere in considerazione. Ora l’abbondanza di informazioni e la loro facile reperibilità rende strategica l’abilità nel sapersi informare da fonti autorevoli nel tempo più breve possibile. L’apprendimento informale prende il sopravvento su quello formale. Oltre all’individuo, anche la comunità diventa organismo che apprende. Oltre al sapere come e sapere cosa assume sempre maggiore importanza anche il sapere dove.

Le vecchie teorie dell’apprendimento partono dal presupposto che l’apprendimento è un processo del tutto personale e non considerano l’apprendimento come processo che può risiedere esternamente all’individuo. Così facendo escludono dal loro campo di applicazione l’apprendimento delle organizzazioni. Inoltre le vecchie teorie si concentrano maggiormente sul processo di apprendimento e meno sul valore di quanto appreso.

Il connettivismo può essere una teoria alternativa in grado di offrire un quadro del nuovo scenario di apprendimento.

Per il connettivismo noi deriviamo le nostre conoscenze/competenze dalle connessioni che possediamo o di cui facciamo parte. La complessità e molteplicità delle connessioni può essere facilmente percepita come caos, sovraccarico informativo in cui è difficile trovare senso o coerenza nelle informazioni. Il caos diventa una nuova realtà nel processo di apprendimento delle persone.

A differenza del costruttivismo dove chi apprende attribuisce significato, per il connettivismo, il significato esiste di per se stesso e la nuova sfida consiste nel ritrovarlo laddove sembra nascosto. La ricerca delle connessioni di significato assume pari dignità dell’attribuzione di significato (Per George Siemens, principale teorico dell’apprendimento connettivo, le connessioni di significato hanno più significato del significato stesso. La mia è una visione più morbida).

Ciò non sta a significare una posizione passiva di chi apprende in quando l’individuazione di pattern coerenti di significato (attribuzione di senso ai significati) implica uno sforzo cognitivo pari a quello per la creazione di significati. Dal mio punto di vista l’attribuzione di senso è essa stessa creazione di significato. Non è qui il caso di trattare le teorie semiotiche mi basta dire che qui intendo il significato come la rappresentazione concettuale di un significante (oggetto) ed il senso come la descrizione delle relazioni che i significati (gli oggetti) assumono in un determinato contesto.

La teoria del caos riconosce la connettività del tutto con il tutto (effetto farfalla). Applicando questo concetto all’apprendimento le condizioni di dipendenza iniziali impattano in maniera importante su cosa e come apprendiamo. Il “decision making” è esplicativo di questa situazione: al variare delle condizioni iniziali che hanno portato ad una determinata decisione varia anche la validità della decisione stessa. Alla luce di ciò è facile capire come sia possibile attribuire più importanza alle connessioni di significati che al significato stesso. Il significato non si cristallizza ma diventa mutevole in rapporto alle condizioni di partenza che ne hanno deciso la sua forma “temporaneamente cristallizzata”.

Se le connessioni e lo stabilirsi delle stesse diventano il nucleo del problema l’auto organizzazione si può definire come la formazione spontanea di strutture ben organizzate da condizioni iniziali random (Rocha 1998).

L’apprendimento, come auto organizzazione, richiede un sistema informativo aperto, in grado di classificare le proprie interazioni con l’ambiente e di cambiare la propria struttura all’occorrenza. L’auto organizzazione a livello individuale diviene il microprocesso di una più ampia organizzazione che riguarda la struttura organizzativa complessiva di cui l’individuo stesso è parte. La capacità di creare connessioni tra fonti informative ed individuarne pattern coerenti diventa fondamentale nella nostra economia della conoscenza.

Il connettivismo è l’integrazione nel processo di apprendimento dei principi della teoria del caos, della rete, della complessità e dell’auto organizzazione. L’apprendimento è un processo che prende forma da un ambiente informativo con elevato livello di entropia ma con significati intrinsechi i cui schemi vengono riconosciuti e descritti da chi apprende (in senso prettamente fisico non esistono pattern riconoscibili in oggetti con massima entropia ma mutuo il concetto perchè rende l’idea della confusione cognitiva in cui ci si trova ad un primo approccio con il web dove tutto le informazioni sembrano di pari rilevanza ed indistinguibili da qualsiasi parte le si voglia guardare). L’apprendimento può risiedere fuori da chi apprende ed è riscontrabile anche nell’organizzazione di cui facciamo parte. Nel flusso caotico di informazioni diventa importante capire quale è rilevante ai nostri fini e quale invece può non essere considerata.

I principi del connettivismo sono:

- L’apprendimento e la conoscenza consistono nella diversità di opinioni.

- l’apprendimento è un processo di connessione di nodi specializzati o fonti informative

- L’apprendimento può risiedere nello strumento (la conoscenza che risiede nell’organizzazione viene considerata alla stessa stregua di quella che risiede in un database. E’ compito di chi apprende ricostruire il pattern di significato coerente con le condizioni e gli scopi preordinati)

- la capacità di conoscere di più è più importante di quanto attualmente conosciuto

- Il mantenimento delle connessioni è necessario per facilitare l’apprendimento continuo

- l’abilità di trovare connessioni tra settori, idee e concetti diversi diventa una competenza chiave

- l’aggiornamento è lo scopo di tutte le attività di apprendimento connettivo

- Il sapere prendere decisioni diventa esso stesso un processo di apprendimento. scegliere cosa apprendere ed il significato delle informazioni che ci pervengono è visto attraverso le lenti di una realtà mutevole. Una risposta corretta adesso può non esserlo più domani a causa delle alterazioni del contesto informatico che influenza il processo decisionale.

I questo quadro il flusso delle informazioni ed il quadro contestuale nel quale esse sono create o reperite assume una nuova importanza pari (o addirittura superiore) alla validità dell’informazione stessa.

Il nodo equivale in importanza alla rete di cui fa parte e la rete equivale in importanza al flusso (essendoci dinamicità intrinseca preferisco definirlo flusso piuttosto che struttura così come la struttura di un fiume che scorre è data dal flusso della sua corrente) che permette la coerenza dei nodi.

Il punto di partenza del processo rimane l’individuo ma la conoscenza personale è parte integrante di un network che si nutre all’interno delle organizzazioni e che ad esse restituisce la conoscenza rielaborata creando un loop sistemico che rielabora ed incrementa ciclicamente la conoscenza.

Anche se in alcuni casi trovo il connettivismo troppo rigido nello sminuire l’attività di definizione dei significati effettuata dall’individuo limitandolo a mero scopritore di significati preesistenti sicuramente la teoria è promettente ed illustra le dinamiche che si trova ad affrontare la N-gen ( digital natives ). Del resto si può pensare di tutto ma non che ci si trovi di fronte ad un periodo di assenza di originalità e mancanza di idee innovative. Evidentemente l’azione di ricerca di significati preesistenti non preclude l’originalità nell’attribuzione di un senso innovativo al significato delle cose. Spesso basta semplicemente cambiare punto di vista.

http://www.domist.net/next/connettivismo.htm

http://en.wikipedia.org/wiki/Connectivism

http://www.connectivism.ca/

http://www.elearnspace.org/Articles/connectivism.htm

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A.nnotate

Maggio 31st, 2008 | Category: WEB 2.0, apprendimento collaborativo, elearning

Un’ottima idea collaborativa. Un sito che permette di caricare documenti e condividerli con altri utenti aggiungendo tag, annotazioni, note e messaggi. Accetta PDF, MS Word, Excel. Potete anche inserire l’URL di una pagina web per ottenerne un’istantanea (snapshot) e lavorarci collaborativamente aggiungendo note e commenti. Tutte le annotazioni sono indicizzate in modo da poterle facilmente recuperare e modificare. a.nnotate.com. Non è totalmente gratuito.

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Flowchart

Maggio 27th, 2008 | Category: WEB 2.0, elearning

Flowchart.com è un altro ottimo sito per realizzare diagrammi di flusso di vario tipo. Permette la collaborazione e condvisione in linea dei diagrammi creati e l’esportazione ed inserimento (embedding) in altri siti tramite iframe. L’interfaccia per la creazione dei diagrammi è molto ricca di strumenti e graficamente accattivante anche se alcune migliorie di navigabilità sarebbero opportune.
L’accesso è ad invito. Si deve inviare una richiesta e dopo qualche tempo riceverete Username e password. Nell’esempio inserito, cliccando sui blocchi potrete modificarne il testo la rotazione e altre caratteristiche. Tutte le opzioni di grafica ed autorizzazioni possono essere modificate. Bell’esempio di web 2.0….. Tutto in inglese.

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