Ott 24

Tavola periodica degli elementi 2.0

Category: Senza categoria

Non che sia il mio genere ma mi sembra utile almeno per gli amanti di questo genere di cose.. Forse la grafica è da perfezionare: http://www.dayah.com/periodic/

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Ott 24

Social Media Classroom

Category: Senza categoria

Per chi si volesse cimentare in test di nuove piattaforme LMS  Social Media Classroom (SMC) fornisce ad insegnanti e studenti una serie integrata di strumenti per il networking e l’apprendimento collaborativo: Forum, blog, commento, Wiki, Chat, sociale i Preferiti, RSS, microblogging, widgets e Video ecc.  Almeno così dicono :)..  Sul sito non esiste una demo ma si può scaricare una versione da testare sul proprio computer (o server)… L’ho scaricata ma non ancora testata.

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Ott 24

Boxee

Traduzione dalla homepage del sito:

Boxee vi offre una vera esperienza di intrattenimento per godere il vostro film, TV spettacoli, musica e foto, nonché contenuto streaming da siti come dell’, CBS, Commedia centrale, last.fm, e Sgrunt.biz

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Ago 31

Il traffico internet comincia ad emanciparsi dagli USA: bel problema per i “servizi”!

Non che sia una novità ma il leggerlo dichiarato così spudoratamente fa di certo impressione. Mi riferisco ad un articolo (in inglese) a cui sono arrivato casualmente scartabellando qui e la tra i post di Tim O’Reilly su twitter.

L’articolo si trova all’indirizzo http://tinyurl.com/5thc6p. In quest’articolo, in sostanza, si analizza, da un punto di vista statunitense, quali sono i problemi legati alla crescita di internet ed all’emancipazione degli altri paesi dalla dipendenza dai provider americani. In poche parole, L’articolo sottolinea come uno strumento creato negli Stati Uniti (i quali per decenni hanno mantenuto il controllo sulla fornitura della connettività internet con il risultato che praticamente tutti i dati scambiati in rete passavano da data center americani permettendo così ai servizi segreti il controllo quasi totale delle comunicazioni mondiali) diventi un problema a causa del fatto che anche altri paesi si stanno emancipando cosi che i dati scambiati non sono più costretti a passare per gli ISP americani.

Cìò naturalmente impedisce a CIA, NSA o qualsivoglia angenzia di controllare impunemente i dati personali di tutti indipendentemente dal fatto che siano cittadini americani o no e ciò naturalmente diventa un problema per la lotta al terrorismo (o, aggiungo io, per lo spionaggio industriale ed il controllo della privacy in generale).

Beh, perlomeno c’è da apprezzarne la sincerità!

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Ago 28

Microblogging….

Mi è capitato di recente di avvicinarmi al microblogging. In sostanza il microblogging e una chat che viene resa pubblica. Una chat con le regole degli sms. Infatti si dice micro perchè i messaggi/pensieri resi pubblici prevedono un numero limitato di caratteri (twitter ad esempio ne prevede un massimo di 140).

Dico questo perchè presentando twitter ad un amico mi ha fatto gentilmente notare che gli sembrava “un pò una cagata”. Allora in effetti ho dovuto ammettere che qualcosa di vero c’era.

Ma allora cos’era che mi attirava del micro blogging (nel mio caso twitter)? Beh.. a parte la comodità di poterlo aggiornare tramite il telefonino (con fring è un pò come chattare con un contatto skype) e poter esportare con facilità il feed sul mio blog ci doveva essere dell’altro.

In effetti sotto il mare di messaggi indifferenziati si nascondono percorsi esistenziali e quotinianità individuali con esperienze e significati specifici (Per dirla alla maniera del “connettivismo”: pattern).

Vagando sui microblog si diventa come Damiel e Cassiel, angeli del “Il cielo sopra Berlino”, che vagano per la città potendo ascoltare i pensieri delle persone osservandole nelle loro più profonde intimità esistenziali.

A parte l’immagine un pò poetica (in effetti si legge e si scrive solo quello che si vuole rendere pubblico) vi è una certa differenza nel leggere un blog piuttosto che un microblog .

Volendo realizzare un’analisi dei thread di scambio dei messaggi da un punto di vista sociologico il microblogging aiuta ad offrire un quadro di dettaglio di abitudini, pensieri, attività quotidiane delle persone che il blog in genere non offre.

Il blog tende ad avere uno stile di scrittura più retorico, messaggi più lunghi che richiedono tempi di lettura più lunghi. Nella maggioranza dei blog chi scrive pianifica l’articolo, che quindi perde in immediatezza e intimità.

Nel microblog, al contrario, vi è un’immediatezza espressiva quasi totale. L’impegno intellettuale non è solitamente maggiore a quello che ci mettete ad inviare un sms. Ma proprio la sua semplicità ci offre un serbatoio illimitato di fotografie della quotidianità. Scartabellando tra i messaggi degli utenti è possibile capire quale tipo di detersivo usa la casalinga del Maine oppure fare una ricerca sul tipo medio cyber elettore di Obama alle elezioni americane.

Potere del web 2.0!

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